Questo è il sito web dell’Osservatorio Femminicidi Lesbicidi Transcidi (FLT) in Italia di Non Una Di Meno (NUDM). Pubblichiamo i dati raccolti non solo per mostrarli e renderli noti, ma soprattutto per denunciare la violenza sistemica esercitata sulla vita delle donne e di tutte le libere soggettività che si sottraggono alle norme di genere imposte.
Su questo sito troverai tutti i dati suddivisi per anno, a partire dal 2020, e nella Home Page i dati dell’anno in corso.

I dati vengono aggiornati l’8 di ogni mese.

Sul sito, puoi trovare i comunicati, i documenti, i grafici e il blog con gli approfondimenti che completano il nostro lavoro di lettura dei dati a partire dal nostro approccio transfemminista.

Maggiori informazioni si trovano nella sezione chi siamo. Se vuoi maggiori informazioni o segnalare riflessioni, integrazioni o modifiche ai dati, puoi scriverci.
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Casi di femminicidi lesbicidi trans*cidi monitorati nel 2026 in Italia

In questa pagina si trovano tutti i casi monitorati avvenuti nel 2026. Nella tabella è possibile scorrere in orizzontale per vedere tutte le colonne con le informazioni. Si possono selezionare singole righe o gruppi di esse inserendo parole chiave in “search” sopra la tabella (per esempio inserendo una regione, una città, un nome di persona). Scorrendo la pagina verso il basso, si trovano alcuni testi e grafici che riassumono i dati disponibili.

dati aggiornati all'8 giugno 2026
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La nostra analisi dei dati

Casi monitorati nel 2026 in Italia: 33

Ad oggi, l’Osservatorio ha registrato:

  • 27 femminicidi
  • 2 suicidi indotti di donne
  • 1 suicidio di una ragazza trans
  • 3 casi in corso di accertamento

Si tratta di morti indotte da violenza di genere e eterocispatriarcale.

Inoltre, ci sono almeno altri 54 tentati femminicidi riportati nelle cronache online di media nazionali e locali e almeno 3 casi di omicidi di persone che sono rimaste coinvolte, cercando di fermare il femminicida o l’aggressore di donne familiari e amiche.

Città e regioni

Si registra almeno un caso in 12 Regioni, 25 Province e 31 città in tutta Italia.

Due terzi (67%) dei casi sono avvenuti in Piemonte, Sicilia, Campania, Emilia Romagna, e Lombardia.

La persona uccisa

Tra le persone uccise, la vittima più giovane aveva 14 anni, la più anziana 86. La vittima aveva un’età media di 51 anni.

Inoltre:

  • 3 persone uccise erano sex worker
  • 1 persona uccisa aveva una disabilità o una malattia grave, spesso cronica o degenerativa
  • 2 casi in cui figl* minori hanno assistito al femminicidio
  • 3 figl* minori sono rimast* orfan* in seguito al femminicidio della madre

Alla violenza patriarcale e di genere si somma a volte anche la razzializzazione delle persone uccise: Albania, Brasile, Germania, India, Macedonia del Nord, Nigeria, Ucraina, oltre all’Italia, sono i paesi di origine delle persone uccise.

Albania, Macedonia del Nord, Marocco, e Nigeria, oltre all’Italia, sono invece i paesi di origine dei colpevoli o presunte tali.

Colpevole o presunto colpevole

Negli 27 casi accertati di omicidio, il colpevole o presunto tale per le informazioni al momento disponibili ha un’età media di 54 anni. Il più giovane aveva 20 anni al momento del delitto, il più anziano 89.

6 uomini colpevoli si sono suicidati subito dopo aver compiuto l’omicidio. Ciò significa che non sarà possibile procedere per via giudiziaria e dunque attestare la gravità del gesto e le motivazioni di genere e patriarcali della violenza espressa. In altri 3 casi, l’uomo colpevole ha tentanto di togliersi la vita.

Nella quasi totalità dei casi, l’assassino era conosciuto dalla persona uccisa.

In 10 casi l’assassino era il marito, il partner, il convivente. In 6 casi, a compiere il gesto è stato l’ex partner da cui la persona uccisa si era separata o aveva espresso l’intenzione di separarsi. In 4 casi, l’omicida è il figlio. Negli altri casi la relazione con la vittima era: cliente, padre, altro parente o sconosciuto.

Causa del decesso

Degli 27 casi accertati di omicidio, in 7 sono morti per accoltellamento, e in 3 sono morti per i colpi di arma da fuoco. Altre cause del decesso sono cadute da scale/finistre/balconi, martellate, soffocamento o strangolamento, percosse, colpi d’ascia.

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