Questo è il sito web dell’Osservatorio Femminicidi Lesbicidi Transcidi (FLT) in Italia di Non Una Di Meno (NUDM). Pubblichiamo i dati raccolti non solo per mostrarli e renderli noti, ma soprattutto per denunciare la violenza sistemica esercitata sulla vita delle donne e di tutte le libere soggettività che si sottraggono alle norme di genere imposte.
Su questo sito troverai tutti i dati suddivisi per anno, a partire dal 2020, e nella Home Page i dati dell’anno in corso.

I dati vengono aggiornati l’8 di ogni mese.

Sul sito, puoi trovare i comunicati, i documenti, i grafici e il blog con gli approfondimenti che completano il nostro lavoro di lettura dei dati a partire dal nostro approccio transfemminista.

Maggiori informazioni si trovano nella sezione chi siamo. Se vuoi maggiori informazioni o segnalare riflessioni, integrazioni o modifiche ai dati, puoi scriverci.
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Casi di femminicidi lesbicidi trans*cidi monitorati nel 2025 in Italia

Di seguito riportiamo tutti i casi monitorati nel 2025. Nella tabella è possibile scorrere in orizzontale per vedere tutte le colonne con le informazioni. Si possono selezionare singole righe o gruppi di esse inserendo parole chiave in “search” sopra la tabella (per esempio inserendo una regione, una città, un nome). Scorrendo la pagina verso il basso, si trovano alcuni testi e grafici che analizzano i dati.

dati aggiornati al 31 dicembre 2025

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La nostra analisi dei dati

Casi monitorati nel 2025 in Italia: 99

Ad oggi, l’Osservatorio ha registrato:

  • 84 femminicidi
  • 3 suicidi indotti di donne
  • 2 suicidi indotti di due ragazzi trans
  • 1 suicidio indotto di una persona non binaria
  • 1 suicidio indotto di un ragazzo
  • 8 casi in fase di accertamento

Si tratta di morti indotte da violenza di genere e eterocispatriarcale.

Inoltre, ci sono almeno altri 78 tentati femminicidi riportati nelle cronache online di media nazionali e locali e almeno due figlicidi, di due ragazzi uccisi dal padre.

Città e regioni

Si registra almeno un caso in 17 Regioni, 45 Province e 83 città in tutta Italia.

Due terzi (67%) dei casi sono avvenuti in Lombardia, Campania, Toscana, Emilia Romagna, e Lazio.

La persona uccisa

Tra le persone uccise, la vittima più giovane aveva 1 anno, la più anziana 89. La vittima aveva un’età media di 55,5 anni.

Inoltre, si contano almeno

  • 17 casi con denunce o segnalazioni per violenza, stalking, persecuzione nei mesi precedenti
  • 2 persone uccise erano sex worker
  • 14 persone uccise avevano una disabilità o una malattia grave, spesso cronica o degenerativa
  • 9 i casi in cui figl* minori hanno assistito al femminicidio
  • 51 figl* minori che sono rimast* orfan* in seguito al femminicidio della madre

Alla violenza patriarcale e di genere si somma a volte anche la razzializzazione delle persone uccise: Albania, Brasile, Bulgaria, India, Marocco, Nord Macedonia, Perù, Romania, Russia, Sri Lanka, Tunisia, Ucraina, oltre all’Italia, sono i paesi di origine delle persone uccise.

Albania, Algeria, Brasile, El Salvador, Filippine, India, Marocco, Nord Macedonia, Perù, Romania, Stati Uniti d’America, Tunisia, Ucraina e Venezuela, oltre all’Italia, sono invece i paesi di origine dei colpevoli o presunte tali.

Colpevole o presunto colpevole

Negli 84 casi accertati di omicidio, il colpevole o presunto tale per le informazioni al momento disponibili ha un’età media di 52,5 anni. Il più giovane aveva 19 anni al momento del delitto, il più anziano 92.

29 uomini colpevoli si sono suicidati subito dopo aver compiuto l’omicidio. Ciò significa che non sarà possibile procedere per via giudiziaria e dunque attestare la gravità del gesto e le motivazioni di genere e patriarcali della violenza espressa. Altri 5 uomini colpevoli hanno tentanto di togliersi la vita.

Nella quasi totalità dei casi, l’assassino era conosciuto dalla persona uccisa.

In 52% dei casi l’assassino era il marito, il partner, il convivente (44 casi). In 18 casi, a compiere il gesto è stato l’ex partner da cui la persona uccisa si era separata o aveva espresso l’intenzione di separarsi. In 11 casi, l’omicida è il figlio. Negli altri casi la relazione con la vittima era: amico, nipote, cliente, conoscente, o altro parente.

Causa del decesso

Degli 84 casi accertati di omicidio, in 28 sono morti per accoltellamento, e in 15 sono morti per i colpi di arma da fuoco. Altre cause del decesso sono soffocamento o strangolamento (18), percosse, colpi di forbici, colpi d’ascia e di martello, caduta dalla finestra.

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