Casi di femminicidi lesbicidi trans*cidi monitorati nel 2026 in Italia
In questa pagina si trovano tutti i casi monitorati avvenuti nel 2026. Nella tabella è possibile scorrere in orizzontale per vedere tutte le colonne con le informazioni. Si possono selezionare singole righe o gruppi di esse inserendo parole chiave in “search” sopra la tabella (per esempio inserendo una regione, una città, un nome di persona). Scorrendo la pagina verso il basso, si trovano alcuni testi e grafici che riassumono i dati disponibili.
dati aggiornati all'8 maggio 2026La nostra analisi dei dati
Casi monitorati nel 2026 in Italia: 25
Ad oggi, l’Osservatorio ha registrato:
- 19 femminicidi
- 2 suicidi indotti di donne
- 1 suicidio di una ragazza trans
- 3 casi in corso di accertamento
Si tratta di morti indotte da violenza di genere e eterocispatriarcale.
Inoltre, ci sono almeno altri 39 tentati femminicidi riportati nelle cronache online di media nazionali e locali.
Città e regioni
Si registra almeno un caso in 12 Regioni, 23 Province e 25 città in tutta Italia.
Due terzi (68%) dei casi sono avvenuti in Piemonte, Sicilia, Emilia Romagna, e Puglia.
La persona uccisa
Tra le persone uccise, la vittima più giovane aveva 14 anni, la più anziana 86. La vittima aveva un’età media di 52 anni.
Inoltre:
- 1 persona uccisa era una sex worker
- 1 persona uccisa aveva una disabilità o una malattia grave, spesso cronica o degenerativa
- 1 caso in cui figl* minori hanno assistito al femminicidio
- 2 figl* minori sono rimast* orfan* in seguito al femminicidio della madre
Alla violenza patriarcale e di genere si somma a volte anche la razzializzazione delle persone uccise: Albania, Brasile, Cina, Germania, India, Nigeria, oltre all’Italia, sono i paesi di origine delle persone uccise.
Albania, Marocco e Nigeria, oltre all’Italia, sono invece i paesi di origine dei colpevoli o presunte tali.
Colpevole o presunto colpevole
Negli 19 casi accertati di omicidio, il colpevole o presunto tale per le informazioni al momento disponibili ha un’età media di 56 anni. Il più giovane aveva 20 anni al momento del delitto, il più anziano 89.
6 uomini colpevoli si sono suicidati subito dopo aver compiuto l’omicidio. Ciò significa che non sarà possibile procedere per via giudiziaria e dunque attestare la gravità del gesto e le motivazioni di genere e patriarcali della violenza espressa. Un altro uomo colpevole ha tentanto di togliersi la vita.
Nella quasi totalità dei casi, l’assassino era conosciuto dalla persona uccisa.
In 7 casi l’assassino era il marito, il partner, il convivente. In 6 casi, a compiere il gesto è stato l’ex partner da cui la persona uccisa si era separata o aveva espresso l’intenzione di separarsi. In 3 casi, l’omicida è il figlio. Negli altri casi la relazione con la vittima era: padre, altro parente o sconosciuto.
Causa del decesso
Degli 19 casi accertati di omicidio, in 5 sono morti per accoltellamento, e in 3 sono morti per i colpi di arma da fuoco. Altre cause del decesso sono soffocamento o strangolamento (2), percosse, colpi di ascia e di martello, caduta dalla finestra.